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Amaida. La vetturetta a pedali per un viaggio nel tempo

#storia2 – Le “Scuderie Campari”

Quando passato, passione e genialità si congiungono per un’occasione speciale.

Siamo all’inizio di questa estate 2020, il lockdown sembra alle spalle, quando nella veste di “The Chaser“, mi misi alla ricerca di una vetturetta a pedali d’epoca  per la realizzazione del capitolo emozionale “Il sogno di un bambino” uno dei contenuti del trailer Quello che non c’era…. Il trailer,  pensato per il lancio della piattaforma Digital-Web #box26.ch, un contenitore dedicato al mondo dei motori Svizzero, prevedeva script già definiti e tassativi in merito ad attrezzature e presenze di scena. Quando oramai rassegnato a dovermi adattare ad altro, la mia attenzione fu catturata nel web da qualcosa di veramente  speciale ed unico: le  “Scuderie Campari” di Felino 
Ed è quì da Felino, centro agricolo in terra parmense, adagiato tra le colline che circondano la valle del torrente Baganza, nonchè terra di origine del prelibato salame “Felino“, che si dipanerà la #Storia2 di “A caccia di storie…”
Storia, dove i protagonisti saranno appunto le Scuderie Campari, i micro-bolidi vintage a pedali MIRA, Amaida una vetturetta a pedali per bambini, realizzata con materiali “gradevoli” come il legno e l’alluminio, il Trailer “Quello che non c’era…” ed Enrico Campari.
Una storia che merita di essere raccontata.
Enrico Campari, classe 1967 ama definirsi con queste parole Vivo di tecnica, di idee, e di una passione molto contagiosa

I motori, le corse e i cavalli
Enrico, si diploma all’Istituto Tecnico Industriale di Parma, sua città natale. In seguito, una volta concluso il servizio di leva nell’Arma dei Carabinieri, nel gennaio del 1989 viene assunto dalla Ferrari. Nell’azienda di Maranello, inizia come meccanico addetto al cambio della F40, e dopo circa due mesi passa al reparto corse F1 come aiuto meccanico nel reparto cambi. Il periodo di formazione nel reparto corse dura quasi due anni. Poi dal gennaio 1991, Enrico viene aggregato al team di F1 per le prove in pista in qualità di responsabile della parte idraulica e meccanica del cambi. In particolare viene incaricato di seguire i test di Alain Prost, Jean Alesi, Gianni Morbidelli, Nicola Larini ed Andrea Montermini.


Successivamente dalla pista passa all’ufficio tecnico dove progetta particolari in fibra di carbonio per i cambi longitudinali, oltre a tutte le attrezzature di montaggio e smontaggio dei cambi stessi, diventando altresì responsabile delle sperimentazioni e delle simulazioni di durata dei nuovi pezzi al banco prova. Tra gli altri lavora con Gerard Berger, Nigel Mansell e Ivan Capelli.

Nel 1993 il grande salto, costituisce la Campari Compositi per Campioni S.a.s. che dal 2001 diventa fornitrice del reparto corse Ferrari. Per la scuderia realizza accessori impiegati nel paddock: dalle attrezzature per il box, alle valigie per il trasporto, particolari per il sistema di sollevamento vettura per cambio gomme, attrezzature per lo smontaggio del cambio. Tutto in carbonio, per questioni di peso ed immagine.

Inoltre valutato il complesso lavoro necessario a ogni gran premio per pulire i cerchi, progetta e brevetta una macchina lava-cerchi per la F1. L’attrezzatura è talmente efficace che Ferrari ne ordina immediatamente tre esemplari.


Esaurita l’esperienza “motori” con il “Cavallino RampanteEnrico passa ai cavalli, quelli veri, quelli che trottano e gareggiano negli ippodromi. Nel 1994 progetta un calesse in fibra di carbonio, leggero e resistente come l’abitacolo di una Formula Uno.
Grazie alla scuderia Pradona,  progetta e dimensiona il “Sulky” secondo le preziose indicazioni  tecniche suggerite da due esperti drivers quali Giancarlo e Lorenzo Baldi.
Quel calesse, così leggero ed avveniristico taglierà per primo il traguardo in numerose gare nazionali.


Il microbolide a pedali MIRA
Per il quarto compleanno del figlio Luca, Enrico progetta e realizza un micro bolide pedali: è ispirato alla Ferrari 375 Indy del 1952, condotta per l’occasione da Alberto Ascari. Il micro-bolide a pedali viene realizzato con scocca in in fibra di carbonio e con allestimenti di altissimo pregio.
E’ lungo un metro e mezzo e pesa solo 8,5 chilogrammi. Il sedile in pelle è confezionato dalla Schedoni di Modena ed il volante è realizzato appositamente dalla Nardi di Tradate (Varese)
Il micro-bolide, nella sua bellezza ed originalità, troverà posto anche nel Ferrari Store di Maranello.
Per Ferrari inoltre realizza una versione speciale con livrea ufficiale “Cavallino” più un “cofano” vintage sempre in fibra di carbonio.


Naturalmente Enrico non si ferma all’esemplare unico ma avvia la realizzazione di una miniserie di micro-bolidi MIRA  ed inoltre organizza in varie località italiane (Forte dei Marmi, Cortina d’Ampezzo, Alassio, Milano, Firenze, Bolzano e Parma)  una serie di meravigliosi appuntamenti  caratterizzati da gare dedicate a “bimbi sognatori” che si sfidano su tracciati cittadini come dei veri piloti da Gran Premio.

Proprio durante un mini GP di Alassio, Enrico ha la fortuna d’ incontrare l’ing. Paolo Pininfarina, che rimasto folgorato dalla bellezza dei micro-bolidi made in Felino, gli propone di realizzare un’auto a pedali “fuori serie” su progetto realizzato direttamente dal centro stile Pininfarina. Con la più prestigiosa firma Mondiale di design automobilistico, le Scuderie Campari sottoscrivono pertanto un accordo di collaborazione per la realizzazione di una serie limitata di 30 Fuori Serie a pedali in fibra di carbonio.

Il modello Amaida
L’automobile è la sua passione e così, spinto ancora una volta dall’entusiasmo di concretizzare “un altro sogno“, Enrico progetta e realizza Amaida una vetturetta a pedali per bambini, realizzata con materiali “gradevoli” come il legno e l’alluminio.

I pezzi del Meccano ed i Lego erano sparsi per tutta la casa ed era un continuo inventare prototipi di auto, aerei, barche e moto.
Questa passione di realizzare “sogni” è ancora oggi dentro di me e grazie alle conoscenze acquisite fin da bambino attraverso il gioco e successivamente allo studio ed ancora alla bellissima esperienza lavorativa al reparto corse Ferrari F1, mi hanno permesso di progettare Amaida.
Un oggetto semplice, che racchiude tutta l’inventiva di noi Italiani estremizzando al massimo i dettagli costruttivi e la scelta dei materiali.
Anche per questo progetto ho coinvolto i miei figli Giulia e Luca

Per questi motivi e non solo, la vetturetta a pedali non poteva non diventare la protagonista del  capitolo emozionale “Il sogno di un bambino” non solo come concetto ma come oggetto per la trasposizione di quello che è stato un “sogno realizzato” di quel bambino che negli anni sessanta, sull’aia dell’azienda agricola di famiglia, spingeva forte sui pedali di un “carriolino in legno” costruito  “alla bella e meglio” e con materiali di fortuna, sognando  di diventare un giorno un vero pilota da Gran Premio o chissà cos’altro nel mondo dei motori.
Magari un costruttore di monoposto.

Ed infine ci sarebbe la Campari World, un agglomerato di realizzazioni d’avanguardia che spaziano in vari settori che vanno dallo sport, alla sicurezza, al miglioramento delle performances, all’assistenza della persona, che si distinguono con il marchio di fabbrica  di Enrico Campari : innovazione, eccellenza ed elevata tecnologia.
• Parastinchi anatomici per calciatori realizzati fibra di carbonio ed il Kevlar, per il mercato mondiale
• La scarpa da calcio di sicurezza e i tacchetti in polimero con memoria
• Progetti innovativi per la scherma
• Accessori customizzati in fibra di carbonio e Kevlar per atleti disabili
• Simulatore di risonanza magnetica per bambini realizzato per l’Ospedale Pediatrico Pietro Barilla di Parma.

Ma per tutto questo ci vorrebbe un’altra storia.
Per ulteriori info : www.scuderiecampari.com – www.campariworld.com

Lorenzo Senna – "The Chaser"

Lorenzo Senna – "The Chaser"

Direttore Esecutivo

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