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La Formula1 ad Imola 14 anni dopo

Un giro di pista dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari con Franco Barin

Dopo 14 anni dall’ultimo Gran Premio di Formula 1, 2006 vittoria di Michael Schumacher, il prossimo weekend (31 ottobre – 1 novembre 2020)la Formula 1 tornerà a fare tappa ad Imola e per l’occasione l’autodromo intitolato a Enzo e Dino Ferrari rappresenterà il terzo appuntamento italiano del Mondiale F12020, dopo quelli di Monza e del Mugello. Una storia importante, quella dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari,  testimone però anche di alcuni fra i più tragici avvenimenti  nel il mondo delle corse automobilistiche.


L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari è un tracciato molto tecnico, difficile da interpretare, con curve e staccate impegnative.
Il circuito è stato oggetto di interventi e modifiche sia nel 2006 che nel 2007, su progetti dell’architetto tedesco Hermann Tilke,
Nell’estate 2009 poi è stata realizzata la Nuova Variante Bassa e nell’agosto 2011 il circuito è stato oggetto dei lavori di rifacimento del manto di asfalto. La lunghezza tracciato auto è di Km 4,909

Via, si parte!
Si transita in piena velocità sul rettifilo di partenza, che piega leggermente a destra per arrivare alla staccata della variante del  Tamburello, una “esse” molto tecnica, dalla quale e necessario uscire in traiettoria e con la giusta trazione,  per sfruttare al meglio il tratto che porta alla Variante Villeneuve , anche questa una veloce molto tecnica, qui un’errore  di traiettoria si paga in termini di decimi importanti per la successiva curva della Tosa.

La Tosa è una piega che gira a sinistra ed in salita, da dove si deve uscire puliti, lasciando correre la vettura per poter arrivare in piena velocità e dopo aver scollinato alla curva Piratella , una sinistra da cui ci si tuffa tutto d’un fiato  in discesa verso le Acque Minerali , difficili e tecniche sia nell’entrata che nell’uscita. Da qui è importante uscire con una linea di percorrenza la più precisa possibile, per portare velocità alla successiva staccata della Variante Alta, che essendo molto lenta di percorrenza, induce facilmente ad errori. Quindi via in discesa verso la quadra della Rivazza, dove la traiettoria di congiunzione fa la differenza per immettersi per un altro giro sul rettifilo di partenza.

Ecco il mio giro di Imola, su Alfa Romeo 147 diesel.

 

 

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