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Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys

Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys, la figlia illegittima del cavallino

Realizzata sulla base di una delle 19 vetture prodotte per il progetto sportivo dedicato alla IMSA GT statunitense, la Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys è l’unica esistente. Si tratta di una one-off realizzata dalla belga Gillet che non è ufficialmente riconosciuta dalla casa di Maranello.

La Ferrari F40 sarà probabilmente ricordata come una delle vetture più iconiche mai prodotte dalla casa di Maranello. Di questo modello ne esiste però un esemplare particolare e in parte misconosciuto dal marchio del cavallino rampante, la Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys.

Era il 1987, quando fu presentata quella che fu l’ultima auto stradale che Enzo Ferrari tenne a battesimo, così come l’ultima vettura di Maranello dotata di turbocompressore realizzata prima degli anni Duemila. Voluta per festeggiare i 40 anni della casa fondata dal “Drake”, ne era stata inizialmente prevista la produzione in 400 esemplari.

Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys: la F40 originale

La quota fu esaurita in un lampo, nonostante il requisito per averla fosse stato quello di essere già clienti del “Cavallino”. Il limite fu così spostato a 478, come i cavalli dell’8 cilindri a V di 2936 cc, ottenuti a 7000 giri e che spingevano la supercar di Maranello a 324 km/h (fu la prima auto di serie a superare le 200 miglia all’ora), facendola accelerare da 0 a 100 km/h in 4.1 secondi.

Anche in questo caso, i 78 esemplari in più furono polverizzati dalle richieste. Nel frattempo, chi era riuscito ad accaparrarsela, per la cifra di 374 milioni di Lire (quelli che oggi sarebbero comunque oltre 208 mila franchi), si vedeva rivolgere offerte per un prezzo triplicato rispetto all’acquisto.

La Ferrari spostò ulteriormente e più volte verso l’alto il numero di esemplari previsti, fino a quando fissò il limite a 1000. Questo fu fatto per non rischiare di svalutare quella che rappresentava la massima espressione di tecnologia motoristica del cavallino rampante.

Di F40 ne furono però ufficialmente prodotte 1337, perché nel frattempo la vettura ottenne l’omologazione anche negli Stati Uniti. A Maranello fioccarono così gli ordini da parte dei facoltosi appassionati e collezionisti a stelle e strisce che, oltre a mettersi l’auto in garage, potevano anche farla circolare.

Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys: la one-off

La Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys é una replica, almeno per quanto riguarda parti di carrozzeria. Il motore infatti è di una F40. La ragione di questo risiede nel fatto che, a produrre la vettura, non è stata Ferrari, ma la factory belga Gillet, di proprietà di Tony Gillet.

Fu un altro belga, Jean Blaton, a incaricare il suo connazionale, ex pilota di Formula 1 che si era messo a costruire auto sportive, di realizzare l’auto. Il risultato fu una barchetta che, se vogliamo, prefigurò quella che fu poi la scelta di Ferrari di 10 anni successiva alla presentazione delle F40, quando venne rilasciata la F50.

In realtà, l’auto che divenne la one-off commissionata da Blaton, era una “vera” F40. Apparteneva ad una ristretta cerchia di 19 vetture che furono realizzate, sotto la sigla F40 LM, da Ferrari in collaborazione con Michelotto. Lo scopo era dare vita ad una versione che potesse correre, negli USA, nel campionato IMSA GT.

Meccanica F40 LM dunque, che, senza gli air-restrictor previsti dalla serie americana, voleva dire potenza aumentata fino a 720 cavalli per circa 370 km/h di velocità massima ed uno 0-100 km/h in circa 3 secondi. Il telaio era in fibra di carbonio ed altre modifiche, rispetto alla vettura iniziale. Queste comprendevano un diverso andamento degli scarichi.

Invece del terminale a tre uscite posteriore, questo diveniva a due sole uscite, ognuna di esse posta su un lato della vettura, immediatamente davanti alle ruote anteriori. Anche il parabrezza era diverso e nell’abitacolo Gillet installo un rollbar per aumentare la rigidità del telaio e, non ultimo, anche per una questione di sicurezza.

Non furono risparmiate neppure le sospensioni, con le originali sostituite da delle push-rod di derivazione Formula 1. Nonostante la base di partenza fosse stata quella di una F40, a Maranello non riconobbero mai la Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys come originale ed anzi, vietarono a Gillet ed a Blaton di utilizzare scudi e stemmi della casa modenese su quell’auto che, inutile dirlo, ha oggi un valore inestimabile.

Gianluca Salina

Gianluca Salina

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