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1965 – La Brabham BT16 di Clay Regazzoni e Silvio Moser

Storia della Brabham BT16 del 1965 che gareggiò nella mani dei due campioni ticinesi e che oggi calca ancora le piste condotta dal proprietario Angelo Delea.

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Brabham BT16 F3 – A. Delea

#storia3 – Brabham BT16

Nel lontano 1964 Aldo Sonvico, garagista a Noranco, seguiva il Gran Premio di Formula 3 dalla terrazza di un albergo di Montecarlo appassionandosi alla performance del secondo più veloce in gara, Silvio Moser, che dopo gli ottimi tempi in prova riusciva per qualche giro a star sotto gli scappamenti di un certo Jackie Stewart prima di lasciar andare lo scozzese.

Una volta rientrato dalla trasferta monegasca, Moser riesce a convincere Amilcare Martinelli di Chiasso, primo importatore Maserati in Svizzera e padre della futura rallista Micky Martinelli, a gettare le basi per una scuderia automobilistica ticinese con lo scopo di permettere a giovani piloti emergenti di riuscire ad affermarsi in campo internazionale, a partire da lui  stesso, già reduce all’epoca dall’impressionante affermazione alla Temporada Argentina dove aveva vinto tutte le quattro gare.

Nasce così la Martinelli & Sonvico Racing Team che per il 1965 parte alla grande acquistando due monoposto Brabham di Formula 3, una per Moser ed una per il genero di Sonvico medesimo che però non andrà molto lontano.

Liberatasi questa monoposto sarà lo stesso Moser a suggerire ai due Team Principal di ingaggiare un suo amico, Gianclaudio detto “Clide Regazzoni. Fino a quel momento questi non aveva conosciuto che problemi con la De Tomaso di Formula 3 acquistata dal campione italiano del ’64 Mario Casoni; ben lieto di questa opportunità Regazzoni,  accantonò la De Tomaso accasandosi così da Martinelli & Sonvico, dove  “Clide” diventarà Clay.

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Brabham BT16 F3 – C. Regazzoni

E giacchè ci siamo, ricordiamo anche che questa De Tomaso F3 dopo un restauro totale a cura del preparatore Schaub, una decina di anni fa è finita in Inghilterra dove oggi corre e (vince) nel Campionato Europeo storico in Formula Junior.

Con queste due Brabham F3 pertanto corsero entrambi i nostri pupilli.

E allora? E allora c’è, che una di queste due macchine gareggia ancora oggi, tema peraltro già trattato dalla rivista “Auto” dell’ACS Ticino. Si tratta di una magnifica Brabham BT16 del 1965 (telaio No.16) della produzione Brabham di monoposto destinate  alle categorie minori di F2 e F3, dove con regolamento Formula 3 ne furono assemblati 33 esemplari.

La BT16 della Martinelli & Sonvico, oggetto di questa storia, oggi appartiene ad Angelo Delea, commerciante di vini di successo a Losone.

La vidi per la prima volta ad Ascona tanti anni fa dal precedente proprietario Tarcisio Storelli. Era un mio amico ed ero cliente del suo garage. Da tempo la Brabham BT16 giaceva inerte su di un carrello, semi smontata ed aggredita dell’avanzare della ruggine. Io appassionato di automobilismo che gareggiava già con una Porsche Carrera, ne fui molto incuriosito senza neanche conoscere la sua provenienza ne i suoi precedenti.

Dopo un lungo contrattare riuscii a comprarla, un’opera tanto faticosa, come quella di rimetterla in funzione, che si rivelò un’impresa piuttosto ardua in quanto non v’erano tecnici realmente specializzati sulla meccanica da competizione di questo modello per non parlare del tema motore.

Ma in definitiva, anche grazie all’intervento di uno specialista, dopo due anni di lavoro la monoposto era pronta per scendere nuovamente in pista. Con tanto di certificato FIA: era il 2006”

La BT16 prima di arrivare da Storelli, Martinelli & Sonvico la cedettero all’artista luganese Augusto Ribolzi (gallerista a Montecarlo dal 1974) il quale disputò il Campionato Svizzero del 1966 sotto lo pseudonimo “Hobby” finendo al terzo posto.

E se permettete c’è ancora da aggiungere una cosa: la macchina riuscì a sopravvivere alla guida spesso irruente e non sempre esente da uscite di pista di un certo Clay Regazzoni

Il piccolo motore 4 cilindri da 998 cm³ sviluppa 117 Cv che per una monoposto di appena 400 Kg rappresenta un ottimo rapporto peso-potenza; raggiunge una velocità massima di oltre 200 km/h a 10.500’ motore.

Dopo i primi tentativi di gare in salita a livello nazionale ed in seguito nel Campionato Italiano di auto storiche, vinto nel 2013, Angelo Delea è passato al Campionato Europeo e quindi su circuiti come Digione, Silverstone, Nürburgring, Zandvoort, Pau, Brands Hatch, Magny Cours, Mugello e Monza.

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Brabham BT16 F3- A. Delea

Angelo Delea“Il culmine è rappresentato dalla partecipazione nel 2010 al Gran Premio Storico di Montecarlo sul medesimo percorso della Formula 1 e dove fiui primo di categoria (anni ’64-’65) e tredicesimo assoluto! Un’avventura indimenticabile”

Ma questa Brabham BT16 dal passato così storico con Clay Regazzoni e Silvio Moser, com’è da guidare?

Angelo Delea : “Restituisce una sensazione di grande purezza; come tutte le formule si comporta quasi fosse un cavallo purosangue con reazioni estreme e difficili da controllare. Ancora oggi risulta divertentissima e chi possiede attitudini spiccate riesce a trarne notevolissime prestazioni.

Storia di una Brabham Formula 3 ultracinquantenne…

Testo e riferimenti da :

  • Piloti ticinesi da Grand Prix
  • Autore Giorgio Keller
  • Fontana Edizioni

Il libro è disponibile per l’acquisto al link :

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Piloti Ticinesi da Gran Prix

 

Lorenzo Senna – "The Chaser"

Lorenzo Senna – "The Chaser"

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