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Neel Jani, il fulmine di Rorschach

Oggi, 8 dicembre, Neel Jani spegne 37 candeline, ripercorriamo la carriera del pilota vincitore della 24h di Le Mans nel 2016 al volante di una Porsche 919 Hybrid.

Neel Jani si è cimentato con la velocità a partire dall’età di 12 anni sui kart. Il nativo di Rorschach mise subito in mostra un talento fuori dalla norma e dopo due anni passò alle monoposto. Da rookie, Neel divenne campione svizzero di Formula Lista Junior e nel 2001 sbarcò in Formula Renault 2000 Eurocup. Lo stesso anno, inoltre, partecipò ad alcune gare nella Formula Renault italiana.

Nel 2003 fu selezionato dal team Jenzer per prendere parte alla prestigiosa Formula Renault V6 Eurocup. Lo svizzero concluse la stagione al secondo posto e riprovò a vincere il titolo l’anno dopo con il team francese DAMS, ma terminò il campionato in quarta posizione.

A 22 anni Jani ebbe la grande occasione di partecipare alla GP2 Series, l’attuale Formula 2. In questa serie, concepita e spinta dal duo Ecclestone-Briatore, lo svizzero vinse due gare a Monza e all’Hungaroring nel 2005. Concluse al settimo posto a quota 48 punti la sua prima stagione. Nel 2006 non ottenne risultati degni di nota in GP2, ma divenne collaudatore del team F1 Toro Rosso.

La carriera dello svizzero decollò con la conquista nel 2007-08 dell’A1 Grand Prix, gareggiando per l’A1 Team Svizzera. La stagione successiva terminò secondo ed a partire dal 2010 si cimentò nel campionato endurance LMP1. Affiancato da Nicolas Prost nel team Rebellion Racing giunse terzo nell’European Le Mans Series. Un’esperienza che poi rappresenterà per Jani il trampolino verso il trionfo più importante della sua carriera.

Neel Jani (Twitter)

Se da una parte Neel continuò a lavorare in F1 nel ruolo di tester per il team Red Bull, la sua carriera professionale si indirizzò sempre più verso il WEC. Nel 2012 vinse la Petit Le Mans e raggiunse il quarto posto nelle 24 Ore di Le Mans.
Nel 2014 Neel Jani divenne pilota ufficiale del team Porsche. Dopo oltre dieci anni di assenza, la Porsche tornò a correre la 24 Ore di Le Mans e il Mondiale Endurance. Nella categoria LMP1 il team di Stoccarda lanciò la sfida alla Toyota e all’Audi. Dopo due anni avari di soddisfazioni, Jani riuscì a vincere la 24 Ore di Le Mans nel 2016.

Neel Jani (Twitter)

Una vittoria insperata per il team tedesco, che riuscì a superare la Toyota a pochi minuti dalla bandiera a scacchi. A tre minuti e mezzo dal traguardo, infatti, la Toyota TS050 ibrida numero 5 di Sebastien Buemi, Anthony Davidson e Kazuki Nakajima accusò un calo di potenza e la Porsche numero 2 di Neel Jani, Romain Dumas e Marc Lieb riuscì a vincere la grande classica sul Circuit de la Sarthe.

Dopo la vittoria del campionato del mondo Endurance nel 2016, il pilota svizzero decise di sperimentare la formula E. Dopo due corse con la Dragon Racing nel 2017/2018, Jani fu promosso nel 2019/2020 nella squadra Porsche con Lotterer per il debutto del marchio tedesco in FE. Il miglior risultato: un sesto posto a Berlino in una stagione molto travagliata.

A 37 anni il futuro di Jani si prospetta ancora nel WEC, nella serie che lo ha reso grande. “Non so come sia messa Porsche, ma è chiaro che se ci sarà mi piacerebbe farne parte – ha commentato Jani in merito al programma LMDhNon c’è alcun dubbio”.

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