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Bizzarrini GT 5300

Bizzarrini: torna il marchio italiano e produrrà hypercar

Bizzarrini, storico marchio di granturismo ad alte prestazioni degli anni ’60, tornerà in vita grazie a Pegasus Brands. L’obiettivo è quello di entrare nel mercato delle hypercar. Il primo modello non arriverà che dal 2025 in poi.

Dopo i recenti recuperi di DeTomaso, ad opera del fondo Ideal Team Ventures di Hong Kong e di quello di Pininfarina che, passato sotto l’ala protettrice di Mahindra, produrrà GT elettriche, è il turno di Bizzarrini. Il glorioso marchio italiano nato nel 1964, come affermato da Bloomberg, verrà riportato in vita grazie a Pegasus Brands.

L’azienda, che porta il nome del suo fondatore, Giotto Bizzarrini, a dispetto dei soli cinque anni di attività, grazie alle sue creazioni si è ricavata un posto nella hall of fame dei brand di supercar, o meglio, di granturismo ad alte prestazioni come si diceva al tempo. Conclusa l’esperienza in Iso Rivolta, dove svolgeva il ruolo di responsabile dei progetti, l’ingegnere livornese decise di mettersi in proprio.

Bizzarrini: la storia

Il know how maturato da Bizzarrini in Alfa Romeo, Ferrari ed Iso Rivolta, ma anche la collaborazione con l’ingegnere aerodinamico svizzero Wunibald Kamm confermano la sua visione del mondo auto spiccatamente improntata alla sportività, posizione forse favorita anche dall’estrema vivacità del mercato negli anni ’60.

Sfruttando la base della versione da competizione della Iso Grifo, vale a dire la Grifo A3C, all’origine della separazione tra lui e Rivolta, Bizzarrini allestisce quella che è senza dubbio la vettura più iconica della sua storia, la 5300 GT Strada. Questo modello fu l’unico ad essere stato prodotto in  serie (poco più di 130 esemplari, secondo le informazioni ufficiali).

Altri modelli furono la 1900GT Europa e la P538S, realizzati più in forma di prototipo, dove un esemplare differiva sensibilmente dall’altro sia per allestimento che per motorizzazione. Si trattava più che altro di personalizzazioni spinte fatte attorno ad una base comune, che poneva le vetture a metà strada tra la piccola serie e l’essere ciò che oggi si definirebbe one-off.

Comprensibilmente fu troppo poco, per riuscire a sostenere l’azienda che, nel 1969, fu costretta a chiudere i battenti. Come altri marchi illustri, è stata più volte al centro di diversi singoli o cordate, tutte purtroppo naufragate. Mancanza di capitali, di visione industriale o di entrambe le cose hanno contribuito a fare, del ritorno di Bizzarrini, una eterna incompiuta.

Bizzarrini: il futuro

A mettere la parola fine a questo stato di se sembra essere intenzionata, come detto in apertura, Pegasus Brands. L’azienda, che ha sede a Londra e conta filiali, oltre che nella capitale inglese a Ginevra, in Kuwait, Abu Dhabi e Dubai, è titolare di una serie di autosaloni di luxury brand quali Aston Martin Lagonda, Rolls Royce Motor Cars, Koenigsegg, Sports Classics Heritage e Kahn Automotive.

Guidata da, Rezam Mohammad Al Roumi, influente business man kuwaitiano ed ex-presidente di Aston Martin (che proprio ieri ha visto nascere il suo team di Formula 1), la Pegasus ha acquisito, l’anno scorso, il marchio Bizzarrini, le proprietà intellettuali e tutti gli asset correlati al nome della casa fondata dall’oggi novantaquattrenne Giotto, che non è coinvolto nella rinascita della sua ormai ex-creatura.

A far parte della nuova avventura sono stati chiamati nomi illustri del mondo automotive d’alto bordo. Da Janette Green, oggi responsabile marketing ad Ulrich Bez, che ha precedentemente ricoperto l’incarico di amministratore delegato di Aston Martin, così come dal prestigioso marchio inglese arriva anche Christopher Sheperd.

Il futuro di Bizzarrini è però al momento tutto da scrivere. Questo si tradurrà verosimilmente in una attesa, per vedere il primo modello post-rinascita, che durerà almeno fino al 2025. Quello che invece sembra già essere stato definito è il segmento di mercato dove opererà, quello delle hypercar.

Si tratta di una nicchia estremamente vivace che comprende modelli esclusivi e ad altissime prestazioni, per prezzi compresi tra 1 e 3 milioni di Euro, quella dove operano marchi come Hennessey, Koenigsegg, Pagani, riprendendo in chiave moderna quello che era il mercato della casa livornese negli anni ’60.

L’operazione non è ovviamente esente da rischi, che vanno al di là della mera esposizione finanziaria. Il nome da riportare in vita è di quelli “pesanti” forse in parte anche inspiegabilmente tale. Proprio però perché il passato è stato glorioso, anche se di durata effimera, il risultato del revival dovrà essere all’altezza delle aspettative, che sono inevitabilmente molto elevate.

Gianluca Salina

Gianluca Salina

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