Box26.ch
Lancia D23

Lancia D23 Spyder Pininfarina @FollowerPost19

Le meteore del passato: La Lancia D23 competizione 1953

Lancia D23

@FollowerPost19

Ormai decisa a scendere ufficialmente in campo nelle competizioni della categoria “sport” (e poi, come vedremo, anche nella “Formula Uno”), la Lancia, dopo l’esordio piuttosto soddisfacente della berlinetta D20 da tre litri nella primavera del 1953, ritiene imprescindibile trasformare la sua “arma” da coupé in spyder, per risparmiare in peso ed incrementare le doti di agilità. Poiché la decisione è assunta quando la stagione è ormai avviata, la realizzazione della nuova spider si impone con estrema urgenza.

Nei mesi di maggio e giugno 1953, l’intero Reparto Corse lavora quasi ininterrottamente, 24 ore su 24, e, utilizzando parti prelevate dai prototipi D20 (e poi dalle stesse berlinette D20 non più utilizzate in corsa), riesce a costruire quattro spider: due vengono ultimate il 27 giugno, una il 7 luglio e l’ultima il 23 luglio (le date si riferiscono al giorno della immatricolazione, cioè della targatura). A parte la diversa carrozzeria, le nuove D23 non si differenziano molto dalle D20 e, pur disputando nove gare, sono da considerare sostanzialmente un “modello-ponte” tra la D20 e la successiva D24, il “mitico” modello Carrera.

Lancia D23

L’esordio delle prime due D23 avviene a Monza il 29 giugno 1953, due giorni appena dopo la loro targatura. Il nuovo modello, è caratterizzato soprattutto dalla carrozzeria “aperta” (del tipo “barchetta” come si diceva all’epoca), che in definitiva altro non è se non una D20 privata del padiglione.

Realizzata in fretta e furia all’interno degli stabilimenti Lancia (sia pure con l’apporto di personale della Pininfarina ivi distaccato), la vettura si presenta con una linea che non appare armoniosa come quella della berlinetta ed è specialmente la parte posteriore della macchina a convincere poco: malgrado l’estetica della vettura non influisca sulle prestazioni, in casa Lancia ci si preoccupa anche di questo aspetto, tanto che, nei mesi a seguire, le D23 vengono sottoposte ad alcune modifiche (in particolare viene rimodellata la coda).

Lancia D23

Dal punto di vista tecnico le differenze rispetto alla progenitrice non sono molte: il motore e gli organi della trasmissione sono identici, il telaio (passo e carreggiate sono invariate) viene modificato nella parte centrale e, in parte, anche in quella posteriore, mentre per le sospensioni c’è un ripensamento, nel senso che, dopo la gara di esordio a Monza (in cui una delle due D23 monta sperimentalmente il retrotreno De Dion mentre l’altra ha le stesse sospensioni delle D20), si decide di montare posteriormente – nonostante lo scarso entusiasmo del progettista Jano – il ponte a ruote semi-indipendenti (il tipo De Dion, appunto).

Spariscono gli ammortizzatori sussidiari a frizione. A parte le modifiche d’ordine estetico, non risulta che la D23 abbia subito modifiche di particolare rilievo nel corso della sua carriera, conclusasi a fine novembre alla Carrera Messicana. Nel frattempo arriva a calcare le scene la D24, che le succede, ed a qualche D23 superstite non resta che il ruolo di “muletto” per gli allenamenti.

Lancia D24

 

Crediti: @francolazzarato @Wikipedia.

Categorie